A me i Mouse
Comunque anche i Cat non mi dispiacciono
lunedì, 01 dicembre 2008, 16:09
Ammetto di avere la sindrome di Mary Poppins, ma qua la situazione sta diventando insostenibile.
Forse i primi sintomi del peggioramento si potevano intuire dal fatto che nella mia borsa/sacco/valigia ci fosse di tutto e di più (escluso l'utile).
Magari portarsi dietro costantemente ago, filo, kit per manicure, saponetta, spazzolino da viaggio, ombrello, coltellino svizzero multifunzione, mollette e forcine è un pelino esagerato.
Sì, va bene, va bene, è molto esagerato, ve lo concedo.
Però scusa, quando una zanzara vi buca a chi venite a chiedere lo stick con ammoniaca?
Quando avete una bottiglia da stappare a chi chiedete il cavatappi?
Se il pacchetto di noccioline non si apre a chi chiedete le forbici?
Ma non è il punto.
Mi sono accorta di quanto grave sia il mio problema quando oggi, nello zaino di scuola, invece della carrellata di libri come è normale che sia, c'era un nastro di raso blu lungo 80 cm, un gioco per Play Station, una presa scart, una serie di appunti sulla matematica fatta dalla terza superiore ad ora, un paio di salviettine rinfrescanti e un solo libro.
Che cavolo, la cosa si fa seria!

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giovedì, 30 ottobre 2008, 20:30
All'assemblea l'altro giorno è scappato fuori questo mostro di sintassi, che fra le altre cose ha detto:

"l'aver fatto il liceo preclude che si deve fare l'università"

Certo, se lo prenderebbe lo trombasse.

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giovedì, 23 ottobre 2008, 17:43
Oggi, a causa di troppi impegni più la parrucchiera, sono tornata a casa con il mi nonno.
Eravamo per la strada e non c'era quasi nessuno per la strada, se escludiamo due o tre macchine dietro di noi.
Il mi nonno svolta a destra e una macchina dietro gli suona.
Bestemmie di rito e continua a guidare.
Svolta di nuovo a destra e inchiodata da parte di quelli dietro.
Comincio seriamente a preoccuparmi.
All'ingresso del piazzale di casa mia di nuovo svolta a destra e altro colpo di clacson.
Al che gli chiedo: "nonno, ma la freccia l'avevi messa?"
E lui: "la freccia? E perché, scusa? Mica ho attraversato l'altra corsia, eh!"
Io: "beh, sì, ma va messa comunque, quando lasci la principale per andare nelle altre str..."
Nonno: "Ma che bischerate tuddìci? La freccia per girare a destra? Pf, che roba ll'è? *sguardo di disprezzo della serie guarda-che-dei-due-sei-te-quella-che-ha-preso-la-patente-da-poco*"


Credo di aver capito da chi ho ereditato la mia totale e incosciente mancanza di ripetto del codice della strada e reinvenzione personale delle regole.

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giovedì, 09 ottobre 2008, 18:13
Se mai diventerò poetessa intitolerò le mie raccolte di poesie Libro, LibroII, LibroIII e così via.
Se mai farò la scrittrice non darò titoli assurdi come De mundis sensibilis atque intillegibilis forma et principiis, né tantomeno Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, bensì Romanzo, RomanzoII e così via.
Essendo io nata nel 1990 vedrò di morire nel 2090 così faccio conto pari e le date si ricordano bene.
Se mai sarò famosa e gli studenti dovranno studiare la mia vita eviterò di avere relazioni amorose con uomini dai quarantacinque nomi e cognomi, dato che penso che un Ugo Rossi vada più che bene.
Se mai la mia vita sarà scritta in qualche libro di testo farò in modo di morire e trascorrere tutta la mia esistenza nello stesso luogo, tanto per semplificare le cose.
Ogni poesia o romanzo o quel-che-è che scriverò inizierà con il versetto Laurangelico che recita "Se non ti piace non leggere. Sei esente dalle interrogazioni".
I miei pensieri non saranno lineari e chiari, purtroppo questo non lo posso promettere, ma se proprio vorrò tirare fuori qualcosa di incomprensibile lo metterò in un baule, che si troverò dentro una nave pirata, che è nella bocca di una balena, e continuate con la pubblicità della Coca Cola.
Che poi mi sa che non sarò mai né scrittrice né poeta, ed è anche meglio.
Uno in meno da studiare.

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martedì, 07 ottobre 2008, 19:23

Ma quel coglione di Kant non aveva altro da fare se non passare un quarto della sua vita a tentare di confutare ogni prova dell'esistenza di Dio (e io due ore a studiarlo) per poi dire che Dio va accettato come postulato?
Ma allora mi prendi per il culo!

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mercoledì, 01 ottobre 2008, 19:24

Qualche ora fa, su Canale 5, c'era un programma di cui non so (e non voglio sapere) il nome, in cui una certa contessa Garraqualcosa (o chi per lei) stava parlando del galateo e della buona educazione.
Pur essendo io contessa (benché il sangue nobile sia una minima parte (sono sicura che il povero sangue blu si stia già confondendo col rosso (eh, che carino, ho il sangue viola! (oh, fiorentinaaaaa, di ogni squadra ti vogliam reginaaaaa...))) ho perso il conto delle parentesi. Vabbè, ne chiudo altre due per sicurezza.))
Bene, ripartiamo da capo.
Pur essendo io (in parte) contessa, pur avendo sangue blu (per la precisione viola) e pur dovendo rispettare le regole del galateo (ma anche no), mi sono resa conto che ci sono una serie indefinita di regolette che non ho mai rispettato e che non mi interessa nemmeno di rispettare.
Ma proviamo adesso ad analizzare le più comuni (grazie alla santa Wikipedia):

Augurare buon appetito

Cosa che io faccio praticamente sempre. Sarà che mi sembra più educato, sarà che appare come un "diamo inizio alle danze (mandibolari)" ma forse sarà anche una minaccia della serie "io inizio a mangiare, se non ti muovi sono cavolacci tuoi".

 

Parlare con la bocca piena

Su questo sono d'accordo, ma talvolta sembra che la sorte (ingrata) si diverta alle nostre spalle. Sai quante volte mi è capitato di essere a tavola con qualche collega dei miei genitori, e non appena mettevo in bocca un pezzo di qualcosa di impossibile da masticare (tipo pan carré e Nutella, che ti si adagia nel palato e non riesci a mandarlo giù) loro mi facevano una banale domanda (la Santa Inquisizione in confronto è nulla) alla quale non potevo rispondere a bocca piena, ma neanche potevo stare zitta e ruminare come se nulla fosse mentre loro mi fissavano con occhi a triglia. Eh, la sfiga.

 

Parlare ad alta voce con persone all'altro capo della tavola

Non ho capito, scusa, se siamo in tanto non posso neanche parlare con i miei amici lontani? Vabbè, scriverò loro una lettera, la prossima volta.
 

Mangiare con i gomiti alti

Questa è bellina... voglio proprio vedere come ci riescono! Se qualcuno lo sa fare si fotografi e me lo faccia vedere, per favore.
 

Alzare il mignolo mentre si beve

Lorenzo è spacciato.
 

Soffiarsi il naso a tavola

D'accordo, la prossima volta, invece di soffiarmi il naso mi metto sul piatto di qualcun altro e aspetto che tutto quel che ho nella proboscide mi coli via.
Ma che schifo, scusate...
 

Usare le mani per espellere i noccioli, solo nel caso in cui si siano portati alla bocca con una posata; qualora infatti si sia portato un alimento alla bocca con le mani si devono poi riportare eventuali scarti al piatto con le mani, ovviamente con discrezione.

Eh, questo cambia tutto.

 

Nei mezzi di trasporto non origliare i discorsi altrui

Mh, resistere sarà difficile. E poi scusa, anche se lo fai non ti vede nessuno, no? E allora freghiamocene.

 

Sedersi con le mani dietro la testa e mostrare le ascelle.

Magari anche con pelo selvaggio, eh?


E poi giù con una serie di cose anche giuste, ma dato che il galateo mi sa di cosa spocchiosa gli darei contro per il solo gusto di farlo.
Eh sì.
Oltre a buona parte del sangue (qualcosina in più del 50%) mi manca anche il galateo, per essere contessa.

 

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lunedì, 29 settembre 2008, 16:42
"Vuoi essere la mia ragazza?"
"Sì"

da Donnie Darko (citazione vagamente accorciata da me medesima)


Ebbene, la citazione che potete leggere sopra, inserita nel contesto, è questa:
Due ragazzi, anzi, un ragazzo (Donnie) che incontra una ragazza trasferitasi nella sua scuola. Cammina con lei due minuti, fa appena in tempo a chiederle il nome e poi le chiede se vuole stare con lui. Lei risponde di sì.
Ora.
Non me ne vogliano i fautori di un amore libero e leggiadro, dove le convenzioni e la convenzionalità non esistono, però non mi sembra giusto.
No, scusate, allora anche io voglio andare a vivere in quel posto là, dove puoi tranquillamente dire di sì ad un perfetto sconosciuto con raptus di violenza con la certezza che tanto mi amerà e io amerò lui, che ancora manco lo conosco ma chissenefrega.
Credo comunque che i rituali di corteggiamento umano varino di città in città, e se volete posso dirvi com'è qua. In sintesi: uno schifo.
Il maschio medio delle colline toscane (anzi, meglio, casentinesi) è un buzzurro della peggior specie.
C'è il macho sapiens sapiens, che si ritiene bello, bravo, simpatico e pure ganzo, ma che in realtà non è altro che uno sfigato della peggior specie.
Ti si avvicina con fare trionfante e, dandoti una bottarella amichevole sul fegato (e facendoti così bestemmiare tutti i santi futuri) esordisce con un "ehi, sei veramente bellissima, ci verresti a fare un giro con me?" dove la risposta obbligata è "Novaffanculolevatidallepalle".
(a dire il vero tale macho sapiens sapiens l'ho trovato al villaggio quest'estate... non era toscano ma... uno che ti manda un mms con la sua foto a torso nudo (tamarrata della peggior specie) con scritto "ciao bella" mi sembrava da citare necessariamente)
Parlando dei casentinesi veraci possiamo citare il romantico dei tempi andati che ti gira intorno per poi avvicinarsi e farti cascare le palle con la peggior frase da Bacio Perugina mai scritta: "non appena ti ho vista ho smesso di vivere; puoi rendermi il cuore che mi hai rubato?"
Poi abbiamo l'arrapato, che si può dividere in due sottocategorie: lo zelante e lo stressante.
Lo zelante non perde un attimo per comparirti alle spalle (con conseguente infarto carpiato) e per assalirti nei modi più assurdi. Te lo puoi ritrovare attaccato al collo, alle gambe, alle braccia, a qualsiasi posto immaginabile.
Pericoloso fino ad un certo livello, ma controllabile.
Lo stressante invece prova un certo gusto sadico nell'iniziare e finire tutte le sue frasi con "me la dai?".
Totalmente innocuo: can che abbaia...
Il più divertente di tutte le categorie umane che ho mai incontrato è il convinto: non appena vede una possibilità all'orizzonte parte in quarta con il solito "con te sto benissimo, davvero, vorrei che il nostro rapporto diventasse ancora più profondo...".
Un giorno mi piacerebbe far notare ad un convinto che dopo mezzo minuto che parlo con lui non ho nemmeno iniziato a svelare i miei più oscuri segreti, e che se solo ne sapesse solo la metà si rimangerebbe tutto quello che ha detto. Ma ho pietà di lui.
Altro animale neanche troppo raro è il messagiomane, quello che, senza che ti abbia mai visto, senza che tu abbia mai visto lui, in tre sms riesce a concentrare la sua vita e a capire che "sei la ragazza adatta per me, appena puoi ci incontriamo?" "No."
Tranne un paio, tutte queste personcine da me descritte sono ragazzi mai visti, appena incontrati, visti un paio di volte e già convinti di fare il colpo grosso.
C'è da dire che io non sono poi così geniale nei rapporti umani, e che quindi faccio molta fatica a interagire con gli altri, e mi rendo benissimo conto che potrei apparire un po' freddina.
In realtà sono tutto meno che freddina, e questo lo si vede dopo nemmeno mezzo bicchiere di vino, quando la mia timidezza patologica se ne va per gli affari suoi e mi lascia in balia della Laura casinara, affettuosa e rompipalle.
Eppure, anche in caso di affettuosità non riesco a dare nemmeno una possibilità ai ragazzi sopra citati: è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un messaggiomane nel regno della Laura...
No, sul serio, ho bisogno di persone apparentemente amiche, con cui possa parlare per poi rendermi conto soltanto dopo che, ops, forse un certo interesseme lo suscitano, sì.
Ma tanto sono così imbecille che se non mi fanno un cartellone con scritto "EHI TU, SI', TU, LAURA, NON SO SE TI SEI ACCORTA CHE CI STO PROVANDO DA DUE ORE. ECCO, VISTO CHE CI SEI VEDI DI DECIDERTI IN FRETTA INVECE DI PIANGERE SUL LATTE VERSATO, POI" non me ne accorgo.
E allora lasciamo stare e torniamo a noi.
Che tanto alla fine le cose non vanno mai come nei film...

...
...
...
Uffa.

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venerdì, 26 settembre 2008, 15:36
Ok, me ne sono ricordata:

"...e si pensa che il suo tasso alcolico era nella norma."

Fosse.

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Blogger: Aua90
Nome: Laura
La Laura che vedete nel blog non è sempre la stessa Laura, e ad ogni modo non c'è verso di cambiarmi. Sono comunque una bambina nella sua stanza dei giochi, non rimproveratemi...

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Yaoi, anime, manga, il mio pc, il Giappone, il cosplay, cazzeggiare.
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